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Il (poco conosciuto) fascista novarese Sir James Henderson

Abbiano scritto diversi contributi sul fascismo novarese, in particolare sulle persone come Amedeo Belloni che hanno dato un impulso al fascismo nella provincia di Novara. Abbiamo anche scritto nel passato delle varie (brevi) visite che Benito Mussolini aveva fatto nell’alto

Abbiano scritto diversi contributi sul fascismo novarese, in particolare sulle persone come Amedeo Belloni che hanno dato un impulso al fascismo nella provincia di Novara. Abbiamo anche scritto nel passato delle varie (brevi) visite che Benito Mussolini aveva fatto nell’alto Novarese e nella regione del Lago Maggiore. Iniziamo il 2025 con un inedito contributo su un particolare esponente del fascismo novarese, lo scozzese Sir James Henderson.

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La storia di Sir James Henderson (1882-1967) presenta un’affascinante intersezione tra l’abilità negli affari e il controverso allineamento politico nell’Italia del ventesimo secolo. Nato a Paisley, in Scozia, il percorso di Henderson da giovane impiegato della Coats a figura di spicco del fascismo Novarese offre uno sguardo unico sulle complesse relazioni tra gli industriali stranieri e il regime di Mussolini.

Henderson iniziò la sua carriera in giovane età presso la Coats, un’azienda tessile scozzese che sarebbe poi diventata la Cucirini Cantoni Coats in Italia. La sua ascesa nei ranghi dell’azienda lo portò in Italia passando per la Germania, dove avrebbe avuto il suo impatto più significativo come amministratore delegato delle attività italiane dell’azienda.

Nel 1911, alla giovane età di 29 anni, Henderson assunse la direzione generale dell’azienda tessile anglo-italiana “Cucirini Cantoni Coats”. Sotto la sua guida, l’azienda espanse le sue attività da Lucca per stabilire una filiale a Verbania. Tutto sembra indicare che Henderson fosse già attivo dal 1908 a Verbania, tanto che era stato nominato presidente onorario della società sportiva intrese. Fu uno dei primi stranieri, perlomeno nella provincia di Novara, ad aderire al fascismo, tanto che viene tesserato nel 1921.

Oltre agli affari e alla politica, Henderson era anche un appassionato di sport, in particolare di calcio. Il suo impatto sulla cultura sportiva locale è ancora oggi esistente a Lucca, dove un campo da calcio porta il suo nome. Fu anche determinante nella fondazione del Rotary Club di Milano nel 1923, a dimostrazione del suo coinvolgimento nelle organizzazioni della società civile.

Il suo successo commerciale fu riconosciuto con il titolo di cavaliere inglese datogli nel 1934, diventando quindi Sir James Henderson. Henderson appare anche molto implicato nelle attività della Cucirini, disponendo di contatti con i massimi vertici del Fascismo. In una visita aziendale del 1932 a Roma, i collobaratori della ditta intrese, vennero anche ricevuti da Benito Mussolini.

Non è chiaro che cosa succeda ad Henderson durante il periodo bellico del fascismo, in particolare cosa faccia durante il periodo 1943-1945. Nonostante i suoi stretti legami con il regime fascista, Henderson uscì indenne dalla Seconda Guerra Mondiale. La Cucirino Cantoni Coats arrivò ad impiegare a Verbania su più stabilimenti produttivi fino a 1200 operai. Con il passare dei decennni e con la concorrenza internazionale fu necessaria una ristrutturazione della produzione, che non portò però ai risultati sperati. L’irrazionale organizzazione portò alla chiusura dello stabilimento tra il 1963-1964.

L’influenza di Sir James Henderson rimane comunque tanto che ancora oggi a Milano vi è una scuola privata di che porta ancora il suo nome.

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Un Paltò fuori stagione

PS. Il nome di Henderson non dev’essere confuso con quello di Anderson. A partire dal settembre 1944 viene nominato vicecommissario federale del Partito Republicano Fascista a Novara, Maggiore Eugenio Luciano Anderson, precedentemente vicecommissario del Fascio romano. Legionario fiumano e squadrista. Proveniva dal
Quartier generale dove aveva assolto incarichi importanti. Anderson sarà anche comandante della Brigata Nera a Stresa, prima della fine del conflitto venne sostituito da Giovanni Nino Pozzi. Il Pozzi verrà poi ucciso nelle settimane dopo il conflitto.

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